Controllo URSSAF: Cosa Deve Verificare il Datore di Lavoro al Momento della Ricezione
Dopo aver ricevuto un avviso di controllo URSSAF, non affrettatevi a rispondere: verificate prima la sua regolarità. L’avviso è l’atto che apre l’intera procedura. Se redatto in modo errato, potrebbe essere sufficiente a far annullare l’intero accertamento. Ecco, vista dall’interno, la check-list del datore di lavoro avverto.
Questo articolo fa parte del dossier completo Controllo URSSAF: la guida per il datore di lavoro.
Chi può essere controllato e da quale URSSAF?
Tutte le aziende (società, associazioni, sindacati, CSE dotati di personalità giuridica) possono essere oggetto di un controllo, ad eccezione delle amministrazioni centrali dello Stato. Il controllo è condotto dall’URSSAF territorialmente competente — in linea di principio quella del luogo dove vengono effettuati i pagamenti (art. D.213-1-1 CSS).
Punto di attenzione: dal trasferimento della riscossione AGIRC-ARRCO (2023 per le aziende con versamento in luogo unico, 2024 per le altre), l’URSSAF controlla anche i contributi di previdenza complementare. Il perimetro delle verifiche è meccanicamente aumentato — e con esso il rischio di accertamento.
L’avviso di controllo: le indicazioni che devono essere presenti
L’articolo R.243-59 del Codice della sicurezza sociale impone un formalismo preciso. L’avviso deve in particolare:
- menzionare la possibilità di farsi assistere dal consulente di propria scelta;
- precisare la data del primo incontro;
- indicare la lista dei documenti da preparare;
- rimandare alla carta del contribuente controllato.
L’omissione della menzione relativa all’assistenza di un consulente è un caso di nullità automatica: il datore di lavoro non deve dimostrare che questa omissione gli ha causato un pregiudizio.
La carta del contribuente controllato: una miniera di argomenti
La carta è opponibile all’URSSAF. Dettaglia i vostri diritti durante l’intero controllo. Conservate la versione in vigore al giorno dell’avviso: è quella che si applica, e contiene impegni che gli ispettori non rispettano sempre.
La prescrizione: tenere un calendario preciso
L’URSSAF può accertare solo i contributi delle 3 ultime anni (anno in corso e tre anni civili precedenti), termine esteso a 5 anni in caso di lavoro non dichiarato (art. L.244-3 CSS). L’effetto sospensivo di alcuni atti è spesso sconosciuto: una verifica rigorosa delle date consente regolarmente di escludere una parte dell’accertamento.
Attenzione agli “scambi preliminari”
Prima dell’invio dell’avviso ufficiale, l’ispettore può contattare in modo informale. Questi scambi preliminari sono un pericolo: ogni parola può essere registrata. Non comunicate alcun documento e non prendete alcun impegno prima di aver definito la procedura con il vostro consulente.
Domande frequenti
Qual è il termine tra l’avviso e il primo incontro? In pratica, almeno 30 giorni, per consentire di farsi assistere.
L’assenza di menzione dell’assistenza annulla il controllo? Sì, è una nullità senza pregiudizio (art. R.243-59 CSS).
Su quale periodo l’URSSAF può accertare? 3 anni in genere, 5 anni in caso di lavoro non dichiarato (art. L.244-3 CSS).
Articolo scritto e supervisionato da Guillemette Watine, avvocato, ex ispettore del contenzioso dell’URSSAF (Île-de-France 2015-2020, Pays de la Loire 2020-2024), responsabile del polo URSSAF di DAIRIA Avvocati.
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